Che cos’è lo pterigio

Lo pterigio è una crescita di tessuto congiuntivale a forma di “linguetta” o triangolo che si estende dalla parte bianca dell’occhio verso la cornea, di solito dal lato nasale. È spesso associato a esposizione cronica a luce solare, vento e polveri e, se aumenta di dimensioni, può causare arrossamento, fastidio, distorsione della superficie corneale con astigmatismo e, nei casi avanzati, arrivare a coprire l’asse visivo.
Nel tempo lo pterigio può crescere progressivamente: più a lungo si aspetta, maggiore è il rischio che deformi in modo permanente la cornea e che, anche dopo l’intervento, la vista non possa tornare a livelli del tutto normali. Per questo motivo è importante non sottovalutare i primi segni di crescita verso la pupilla.
Perché è importante una valutazione specialistica
Una “membrana” che cresce sulla superficie dell’occhio non è sempre uno pterigio banale. In alcuni casi ciò che appare come uno pterigio può nascondere:
- un tumore della congiuntiva;
- un simblefaron legato a una congiuntivite cicatriziale (per esempio in corso di malattia autoimmune della superficie oculare);
- altre patologie congiuntivali che richiedono un inquadramento diverso rispetto alla semplice asportazione.
Prima di programmare un intervento è quindi fondamentale eseguire una visita oculistica completa presso un oculista esperto di patologie congiuntivali e di superficie oculare, per:
- confermare che si tratti davvero di pterigio;
- escludere patologie più gravi della congiuntiva;
- valutare se e quando sia indicata la chirurgia.
In cosa consiste l’intervento
La cura definitiva dello pterigio è chirurgica e consiste nella rimozione dello pterigio e del tessuto fibrovascolare sottostante. La tecnica oggi considerata di riferimento prevede il trapianto autologo di congiuntiva, cioè l’applicazione di un sottile lembo di congiuntiva sana, prelevato dallo stesso occhio, per ricoprire l’area sclero‑corneale dove lo pterigio è stato rimosso.
Questa metodica crea una barriera biologica che riduce in modo significativo il rischio di recidiva rispetto alle tecniche più vecchie, in cui la sclera veniva lasciata “nuda”, con percentuali di ricomparsa nettamente più elevate.
Nel mio approccio chirurgico rimuovo lo pterigio eseguendo un trapianto autologo di congiuntiva fissato con colla di fibrina, al posto dei punti di sutura: il lembo viene ancorato con un adesivo biologico che garantisce una buona stabilità senza la necessità di fili.
Vantaggi della chirurgia con autotrapianto e colla di fibrina
Questo tipo di intervento offre diversi vantaggi per il paziente:
- Minore sensazione di corpo estraneo e meno fastidio post‑operatorio, perché non ci sono punti che sfregano sulla congiuntiva.
- Tempi di recupero generalmente più rapidi, con ritorno precoce al comfort e a un aspetto estetico naturale dell’occhio.
- Nessuna necessità di rimozione dei punti, evitando una procedura aggiuntiva e le possibili complicanze legate alle suture (granulomi, irritazione prolungata).
- Mantenimento di un tasso di recidiva molto basso, grazie all’associazione tra trapianto congiuntivale e fissaggio stabile del lembo.
Per questi motivi considero la tecnica con autotrapianto di congiuntiva e colla di fibrina non solo una scelta particolarmente efficace per il primo intervento, ma anche la procedura di riferimento nei casi di pterigio recidivo, in cui è ancora più importante ricostruire una buona barriera congiuntivale e ridurre al minimo il rischio di nuove recidive.
Domande frequenti
Che cos’è lo pterigio?
Lo pterigio è una crescita di tessuto della congiuntiva, a forma di “linguetta” o triangolo, che dalla parte bianca dell’occhio si estende verso la cornea, di solito dal lato del naso. È una condizione benigna, ma se cresce può dare fastidio e disturbare la vista.
Perché si forma lo pterigio? Quali sono le cause?
La causa principale è l’esposizione cronica ai raggi ultravioletti del sole, motivo per cui è più frequente in chi lavora o vive molto all’aperto (non a caso è detto anche “occhio del surfista” o “del contadino”). Contribuiscono anche vento, polvere, secchezza oculare e una predisposizione individuale.
Quali sono i sintomi dello pterigio?
All’inizio può essere solo un piccolo ispessimento rossastro nell’angolo dell’occhio, senza disturbi. Con la crescita possono comparire arrossamento, sensazione di corpo estraneo, bruciore, occhio secco e, quando il tessuto arriva a deformare la cornea, un astigmatismo con calo o distorsione della vista.
Lo pterigio è un tumore? È pericoloso?
Lo pterigio è una formazione benigna: non mette in pericolo la vita, ma solo la visione, e soltanto se continua a crescere fino a interessare la parte centrale della cornea. Va però tenuto presente che alcuni tumori della superficie oculare possono assomigliare a uno pterigio: per questo può avere senso una visita con uno specialista della superficie oculare, che permette di arrivare a una diagnosi certa di pterigio.
Lo pterigio può far diminuire la vista?
Sì, quando cresce può distorcere la superficie della cornea provocando astigmatismo e, nei casi avanzati, arrivare a coprire l’asse visivo riducendo la vista. Più a lungo si aspetta, maggiore è il rischio che la deformazione della cornea diventi permanente: per questo è importante non trascurare i segni di crescita verso la pupilla.
Come si toglie lo pterigio? Si può eliminare senza intervento?
Non esistono colliri o terapie che facciano “regredire” uno pterigio già formato: la cura definitiva è chirurgica. Colliri lubrificanti e protezione dal sole possono alleviare i sintomi e rallentare l’irritazione, ma non rimuovono il tessuto. Quando lo pterigio cresce o disturba la vista, si rimuove con un intervento.
Quando è il momento di operare lo pterigio?
Si valuta l’intervento quando lo pterigio cresce verso la cornea, provoca astigmatismo o calo visivo, dà fastidio persistente o infiammazione ricorrente, oppure per motivi estetici importanti. La decisione va presa insieme all’oculista, per valutare se e quando sia il momento migliore per intervenire.
Lo pterigio si può curare solo con i colliri?
I colliri (lubrificanti o, nelle fasi infiammatorie, antinfiammatori) servono a controllare i sintomi come rossore e irritazione, ma non eliminano lo pterigio. Sono quindi un aiuto per il comfort, non una cura definitiva: quando la lesione progredisce, la soluzione è chirurgica.
In cosa consiste l’intervento di pterigio?
L’intervento consiste nella rimozione dello pterigio e del tessuto fibrovascolare sottostante. La tecnica di riferimento prevede poi il trapianto autologo di congiuntiva: un sottile lembo di congiuntiva sana, prelevato dallo stesso occhio, viene applicato sull’area da cui è stato rimosso lo pterigio. Il lembo può essere fissato con punti di sutura oppure con colla di fibrina.
L’operazione di pterigio fa male?
L’intervento si esegue in anestesia locale e, in alcuni casi, può essere prevista anche una sedazione: durante la procedura non si avverte dolore. Nei primi giorni dopo l’operazione può invece esserci dolore, che dipende soprattutto da quanto lo pterigio era esteso sulla cornea, un’area riccamente innervata. Il fastidio si controlla con le terapie prescritte e tende a ridursi progressivamente.
Quanto dura l’intervento di pterigio?
Dura in genere circa 20–30 minuti, in anestesia locale, dopo il quale si torna a casa in giornata. A seconda del caso può essere eseguito in regime ambulatoriale o in day hospital.
Lo pterigio si opera con il laser?
Lo pterigio si rimuove chirurgicamente, non “con il laser” come spesso si crede: il cardine dell’intervento è l’asportazione del tessuto e la ricostruzione con trapianto autologo di congiuntiva. Il risultato e soprattutto il basso rischio di recidiva dipendono da questa tecnica di ricopertura, non dall’uso del laser.
Cosa succede dopo l’intervento?
Nei primi giorni l’occhio è arrossato e può dare la sensazione di corpo estraneo; si usano colliri (antibiotici e antinfiammatori) per alcune settimane. Il rossore si riduce gradualmente e l’aspetto dell’occhio torna naturale nel giro di qualche settimana.
Quanto dura la convalescenza / il recupero?
In genere si riprendono le normali attività quotidiane entro pochi giorni, mentre il pieno recupero della superficie oculare richiede alcune settimane. È bene evitare per un po’ polvere, piscina e sole diretto senza protezione.
È normale avere l’occhio rosso dopo l’intervento?
Sì. Un certo rossore dopo l’asportazione dello pterigio è normale e fa parte della guarigione, specie nell’area del trapianto di congiuntiva. Tende a ridursi progressivamente nell’arco di alcune settimane. Se il rossore aumenta o si accompagna a dolore intenso o calo della vista, è bene farsi rivedere.
Lo pterigio può ripresentarsi dopo l’intervento (recidiva)?
Sì, lo pterigio può recidivare, ed è questo il principale limite della chirurgia. Il rischio è molto più alto con le vecchie tecniche che lasciavano la sclera “nuda”, mentre si riduce in modo significativo con il trapianto autologo di congiuntiva, che ricostruisce una barriera biologica sull’area operata. Per questo il trapianto di congiuntiva è particolarmente importante anche nei casi di pterigio recidivo.
Quanto costa l’intervento di pterigio?
L’intervento di pterigio, eseguito da me in regime di libera professione, ha un costo totale per il paziente di 1.550 €. (Il costo della visita in cui viene diagnosticato è escluso.)
Lo pterigio si può prevenire?
Non si può prevenire con certezza, ma si può ridurre il rischio proteggendo gli occhi dai raggi UV con occhiali da sole di buona qualità e cappello, soprattutto per chi sta molto all’aperto, ed evitando l’esposizione prolungata a vento e polvere. Mantenere l’occhio ben lubrificato aiuta a contenere l’irritazione.
Che differenza c’è tra pterigio e pinguecola?
La pinguecola è un piccolo rilievo giallastro della congiuntiva che resta sulla parte bianca dell’occhio e non invade la cornea; lo pterigio, invece, cresce estendendosi sulla cornea e può disturbare la vista. La pinguecola in genere si tiene solo sotto controllo, mentre lo pterigio, se progredisce, può richiedere l’intervento.
A chi bisogna rivolgersi? Serve una visita prima di operare?
Sì, prima di programmare qualunque intervento è fondamentale una visita oculistica completa con un oculista esperto di patologie della congiuntiva e della superficie oculare. Serve a confermare che si tratti davvero di pterigio, escludere altre patologie della congiuntiva e valutare se e quando operare.
A cura del Dott. Guido Galmozzi — Medico Chirurgo, Specialista in Oftalmologia. Iscritto all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Milano, n. 47828. Referente dell’Ambulatorio di Congiuntivopatie Cicatriziali presso il Policlinico di Milano.